Il progetto

Lo studio di fattibilità per la valorizzazione e la messa a sistema dei luoghi del Neanderthal nel territorio di Altamura si pone l’obiettivo di individuare possibili strategie di sviluppo e di valorizzazione territoriale a partire dalle risorse esistenti e dal sistema di connessioni reali e potenziali.

Il responsabile dello studio di fattibilità - commissionato dal Comune di Altamura a Fondazione Fitzcarraldo - "I percorsi dell'uomo di Altamura: verso la valorizzazione a sistema dei luoghi del Neanderthal, della grotta di Lamalunga, della Cava Pontrelli e degli altri siti e beni di interesse paleontologico e paleonatropologico", racconta il percorso entro il quale sviluppare strategie di valorizzazione del territorio altamurano.

Sintesi dello studio di fattibilità

Lo studio di fattibilità per la valorizzazione e la messa a sistema dei luoghi del Neanderthal nel territorio di Altamura si pone l’obiettivo di individuare possibili strategie di sviluppo e di valorizzazione territoriale a partire dalle risorse esistenti e dal sistema di connessioni reali e potenziali. Le proposte sono elaborate su una scala territoriale di intervento e riguardano sia l’individuazione di una potenziale messa a sistema in un raggio massimo di 10 km circa dal centro di Altamura sia su una scala locale di intervento puntuale con suggestioni su possibili funzioni ospitabili in alcuni manufatti esistenti o in progetto. Questo secondo approfondimento è arricchito con la proposta di layout progettuali sui singoli siti di interesse, con un focus specifico sull’attuale Centro Visite di Lamalunga.

L’individuazione – e la quantificazione – della vocazione turistica a partire dalle eccellenti ricchezze paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche del territorio è il primo degli output perseguiti.

Per raggiungere tale obiettivo la ricerca è stata suddivisa in quattro diverse parti: una prima di analisi di benchmarking in cui sono state individuate best practice a cui ispirarsi e per individuare sistemi di gestione adeguati a un sistema attrattivo di successo, una seconda di analisi del contesto, una terza in cui, a scala locale, sono stati individuati ipotetici scenari progettuali per il sito di Lamalunga e un’ultima parte in cui sono stati ipotizzati scenari di sviluppo a livello territoriale.

L’analisi di benchmarking ha permesso di verificare come musei o centri espositivi di successo come il Centro internazionale di Lascaux, il Museo archeologico di Taranto, il Museo Archeologico dell’Alto Adige, il Museo dell’Evoluzione Umana di Burgos ecc abbiano in comune alcune caratteristiche che ne garantiscono la sostenibilità economica e la presenza di flussi costanti di visitatori (dati al 2019).

Da un punto di vista gestionale appare efficace l’affidamento a un ente – gestore pubblico o semi pubblico – finalizzato alla tutela, alla gestione e alla valorizzazione del patrimonio e del turismo poiché ne permette una conduzione più efficiente e “vicina” al bene e al territorio. Per garantire invece flussi di visitatori anche nei periodi meno turistici e un coinvolgimento della comunità locale e delle scuole nella maggior parte dei casi è prevista una ricca programmazione di attività didattiche adatta a differenti target di pubblico.

Infine, spesso, alla parte espositiva e didattica è affiancata un’attività di ricerca che fornisce al luogo una rilevanza scientifica e lo rende di interesse anche per la comunità degli studiosi e dei ricercatori.

La posizione baricentrica di Altamura rispetto ad altri attrattori culturali importanti del territorio quali Castel del Monte, Matera, Bari e la Valle d’Itria inoltre garantisce un turismo di ritorno di una certa rilevanza.

Sul territorio altamurano sono numerosi i siti con un potenziale attrattivo sedi di importanti scoperte paleontologiche con valenza antropologica di rilievo (Grotta di Lamalunga e Uomo di Altamura), con elevato valore paesaggistico (Pulo di Altamura, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia) o con notevole valore storico e con un buon potenziale narrativo, come ad esempio Cava Pontrelli. Ad oggi purtroppo tutti questi siti risultano non valorizzati, scarsamente connessi e oggetto di sporadici tentativi di valorizzazione sistemica.

A partire da questo è auspicabile rafforzare un sistema attrattivo locale di breve distanza che metta in relazione i comuni più vicini ad Altamura: in questo senso, a partire dai poli attrattori maggiori sopracitati, si ipotizza di lavorare su un sistema che rafforzi Altamura con Matera (ECOC2019) e con Gravina di Puglia.

Oggi il sistema dell’Uomo di Altamura comprende due spazi espositivi in centro città, Palazzo Baldassarre e il Museo Archeologico Nazionale e, a circa 5 km dal centro, il Centro visite di Lamalunga, non sono attualmente accessibili invece la Grotta di Lamalunga, la Grotta della Capra e la Cava Pontrelli, già oggetto di un progetto di valorizzazione. 

Nello studio si ipotizza, al fine di facilitare le connessioni e di creare un sistema integrato di risorse, un rafforzamento della connessione tra Cava Pontrelli e Lamalunga, sulla base del progetto già previsto dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia e un collegamento tra Lamalunga e il Pulo di Altamura, potenziale polo attrattore da valorizzare. A questi si aggiunge il raccordo necessario tra essi e il centro storico della città.

A partire da queste analisi si sono ipotizzati alcuni scenari evolutivi per il sistema a partire dal sito di Lamalunga considerando però alcuni punti fermi importanti:

  • considerare la fragilità e la potenzialità del sistema ambientale, turistico e culturale;
  • considerare l’uomo di Altamura come patrimonio locale da valorizzare in loco;

  • valorizzare il sistema attraverso una rete di connessioni e di relazione tra i diversi siti e destinati a tipi diversi di mobilità;

  • intervenire attraverso azioni puntuali sui singoli siti al fine di valorizzarli e inserirli all’interno di un sistema più ampio.

 

L’analisi dei flussi di visitatori degli ultimi 5 anni ha permesso di ipotizzare una crescita proporzionale a seconda dell’entità degli interventi: a partire da uno scenario zero in cui si ipotizza una crescita media dal 2019 dell’8 % senza sostanziali modifiche al sistema attuale si è ipotizzato uno scenario ottimale, basato sulla realizzazione di una nuova struttura museale, sull’ampliamento del centro ricerche, sull’inserimento di nuovi servizi aggiuntivi e sulla valorizzazione pubblica dello scheletro dell’Uomo di Altamura, in grado di generare consistenti aumenti nel numero delle presenze turistiche.

Ovviamente, la stima dei flussi, essendo stata redatta nel 2019, non poteva prevedere lo stop forzato generato dalla pandemia che nel 2020 ha colpito gravemente tutte le regioni d’Italia e che ha impattato in maniera drastica sui flussi del turismo.

Lo scenario ottimale prevede l’apertura di un Museo dell’evoluzione umana in un edificio costruito ad hoc che sfrutta la pendenza del terreno che, in parte interrato in parte fuori terra, non intacca in maniera rilevante l’elevato valore paesaggistico dell’area, pur garantendone una adeguata modalità di fruizione da parte del visitatore. 

In questo modo a un 60% di spazi dedicati al centro di interpretazione, si aggiungerebbe un 27% dedicato al centro di ricerca e un 17% per i servizi al pubblico.

L’impatto economico diretto stimato per lo scenario ottimale considerando i valori di spesa media pro capite pro die e l’impatto dei turisti pernottanti sfiorerebbe così i 30 milioni di € contro i quasi 10 milioni nello scenario zero.

È evidente come un progetto strutturato che parte da un intervento puntuale su un sito sia in grado di generare una serie di impatti a cascata su un sistema e che possa giocare un impatto notevole anche sugli altri attrattori del territorio. Lo studio mostra come la realizzazione di un centro di documentazione, di studio e di valorizzazione di tale portata possa generare non solo un incremento dei flussi turistici sul territorio ma anche un impatto economico sull’intero sistema territoriale e basato solamente sul rafforzamento di risorse già esistenti.